Lo spread si raffredda grazie alla Bce, ma per i risparmiatori l'orizzonte resta scuro, anzi tempestoso per chi cerca crediti e mutui.
E necessario quindi trovare una sorta di Gps per orientarsi nella tempesta della crisi.
Un aiuto a una serie di domande arriva da un'esperta, la dottoressa Marcella Sivori, consulente finanziaria del «Cs Family Office». Ecco i quesiti posti all'esperta del settore e le relative risposte.
Per i risparmi, che serviranno per gli studi dei figli, i genitori non vogliono correre dei rischi. Lasciandoli in banca eventualmente cosa devono fare.
Ovviamente il tema della pianificazione finanziaria in questo caso specifico è un tema che non può non prescindere dall'età del figlio. Deve assolutamente tenere in considerazione i redditi che, da ora fino a quando il diretto interessato potrà accedere a questo capitale messo a disposizione dai genitori o nonni per eventuali studi o altro, dovessro eventualmente affluire ad integrare questo patrimonio. Va distinto se si tratta di uno stock che io adesso voglio mettere da parte per poi finanziare tra 15-20 anni lo studio di mio figlio o nipote, o viceversa se decido oggi di accantonare mensilmente o annualmente una cifra (piano di accumulo) dal mio reddito familiare a finanziare questa tipologia di investimento a lunga scadenza.
E' ovvio che le cose cambiano. Se si tratta di un bambino che oggi ha 2 anni, decido di risparmiare 100 euro ogni mese, li metto da parte, si può fare un ragionamento di iniziare ad accumulare anche con un'eventuale esposizione sui mercati azionari sufficientemente diversificati.
Il discorso di lasciarli in banca piuttosto che no è ovvio che l'effetto tempo fa perdere molto il potere d'acquisto dei soldi quindi di fatto i 100 euro che metto da parte e li lascio in banca sicuramente oggi potrebbero servire per pagare le rette universitarie per cinque anni, ma fra ventanni sicuramente saranno sufficienti a pagare quella del primo anno. Si può anche fare una scelta con un 30% di azionario e un 70% in titoli indicizzati all'inflazione che consentono di mantenere costante il potere d'acquisto dell'investimento.
C'è anche qualcuno che suggerisce di investire sulle Olimpiadi. Suggerisce di puntare sulla vittoria di Bolt? Un investimento, quindi, a brevissima scadenza.
E una domanda sicuramente formulata da un appassionato di sport e fanatico del velocista tanto da essere disposto ad investire tutti i suoi risparmi sulla vittoria di Bolt. A costui dico di ricordare che lo scorso anno, lo stesso è stato squalificato ai Mondiali per falsa partenza; di nuovo in termini probabilistici, visto che la finale di Bolt sarà tra un po', la probabilità che in questo lasso di tempo salti la banca va ovviamente pesata con la probabilità che Bolt possa avere un infortunio, piuttosto che arrivi secondo, piuttosto il ripetersi di un'altra falsa partenza. Quindi sarebbe un investimento ad altissimo rischio alla stessa stregua di altri.
Per chi avrebbe pensato di aprire un conto corrente più un conto deposito in Svizzera in franchi e precisamente presso Post Finance con una somma inferiore ai 10.000euro per evitare troppe incombenze fiscali? Già sapendo che non ci sarebbe un guadagno elevato però sarebbe un minino di accantonamento del suo patrimonio in caso di caduta dell'euro. In poche parole si premunirebbe in caso dell'ipotesi peggiore.
Sui tecnicismi assolutamente è fattibile, sul discorso di come riportarlo in dichiarazione non mi addentro in quanto sicuramente il commercialista sarà in grado di dargli delucidazioni. Ci tengo a sottolineare come effettivamente oggi il franco svizzero è a 1,20 contro euro semplicemente perché la banca centrale svizzera, più o meno un annetto fa, ha deciso di bloccare il cambio e ciò ad una banca centrale costa parecchio. Quindi onestamente io concordo sul fatto che destinare un 10-15-20% del proprio patrimonio in diversificazione valutaria, in depositi piuttosto che obbligazioni in franchi svizzeri, potrebbe sicuramente essere una scelta da non sottovalutare. Quindi, dal mio punto di vista, opportuna proprio per compensare eventuali perdite di valore del proprio capitale nel caso di fallimento dell'euro.
Altro ben rifugio, ovviamente, l'oro. E' conveniente investire in oro, se sì con quali strumenti (lingotti, Etf, o altro).
Sicuramente dipende dall'ammontare. Investire tutto in oro non è mai consigliabile perché quando i mercati sono così incerti e altamente volatili l'unico modo per preservare il proprio capitale è quello di un'opportuna diversificazione impostata insieme ad un consulente con cognizione di causa. Nello specifico, parlando di un 5-10% del proprio portafoglio, vale la pena in questo contesto investirlo nell'oro e sicuramente ci sono degli Etf sufficientemente liquidi, quotati anche di nuovo sui principali listini e accessibili dal singolo investitore. Vanno distinti in Etf che di fatto replicano l'andamento dell'oro fisico e quelli che replicano l'andamento dell'oro tramite prodotti sintetici o derivati; a maggior ragione io, visto il clima, siccome l'investimento vuole essere un'ulteriore copertura nell'ipotesi di disfatta di tutto il sistema, prediligerei gli Etf che vanno ad investire sull'oro fisico.
A proposito di oro, c'è chi in questi giorni nel dibattito sui fiscal compact propone di utilizzare una parte o addirittura tutte le riserve auree dell'Italia che tra l'altro sono rilevanti rispetto ad altri Paesi per cominciare ad abbattere una quota di debito. Secondo lei è una scelta positiva e lungimirante?
Non voglio sembrare tragica, ma l'oro è lì per eventualmente servire ad altri come extrema ratio. Quindi è meglio lasciarlo lì dove è e pensare ad abbassare la spesa pubblica e di fatto il debito con altri interventi decisamente auspicabili.
Quali sono le materie prime su cui è opportuno puntare in questa fase e con quali strumenti?
Le materie prime sono scese parecchio per il motivo che di fatto, petrolio in primis, a livello di crescita economia mondiale ci sono i timori per la Cina da una parte e gli Stati Uniti dall'altra, che sono i motori capaci di trascinare l'economia compensando il brusco rallentamento della zona euro, che stanno mostrando segnali (in testa la Cina) di decelerazione passando da tassi di crescita del 9%, al 7-7,5%. Però in un mercato così, 2 punti in meno dalla Cina possono influire sulla scala mondiale e creare preoccupazione per quanto riguarda la crescita economica; lo stesso vale per gli Stati Uniti dove stanno iniziando le comunicazioni dell'andamento del primo semestre dell'anno.
Alcuni settori chiave anticipatori del ciclo economico effettivamente hanno comunicato risultati non drammatici, però alcune volte al di sotto di ciò che ci si aspettava; quindi questo ha implicato che i mercati si stiano adesso preoccupando di cosa possa implicare un ulteriore rallentamento dell'economia americana da una parte e asiatica dall'altra Questo si riversa sui prezzi delle materie prime. Investire un 5% del proprio patrimonio tenendo sempre presente il fattore di rischio sarebbe una buona scelta, ci sono Etf in altissima scala che consentono di investire nel grano come in qualsiasi altra tipologia di materia.
terza parte.Tratto da www.laprovinciadicomo.it.
